Tra le pareti rocciose di Zuoba Village, alle pendici orientali del Tibet, è emersa una pianta che ha attirato l’attenzione di botanici e registri mondiali: si tratta della vite più antica finora certificata, un esemplare selvatico sopravvissuto a secoli di gelo e vento. Scoperta durante un censimento delle piante secolari nella zona di Changdu, la pianta è stata esaminata dagli specialisti che ne hanno misurato il tronco e gli anelli: il risultato ufficiale attribuito dal Guinness World Records parla di 416 anni. È un ritrovamento che mette insieme numeri concreti — altezza, circonferenza, altitudine — e domande sul perché alcune specie riescano a prosperare dove altre soccombono.
la scoperta e i numeri
La vite isolata si trova a circa 2.400 metri di quota e raggiunge quasi 8 metri d’altezza, con una circonferenza di 209 centimetri e un diametro del tronco di 67 centimetri. È stata identificata a Zuoba Village, un villaggio di montagna che fa parte della contea di Zogang, e sottoposta ad analisi dendrocronologiche presso la Southwest Forestry University di Kunming. Gli studiosi hanno ricostruito l’età contando gli anelli del legno, tecnica che in questo caso ha fornito una datazione convincente e ripetibile. Lo studio non è stato semplice: lo stato del legno, le condizioni climatiche e l’accesso al sito hanno richiesto misure attentive e controlli incrociati.
Un dettaglio che molti sottovalutano: la robustezza del tronco non è l’unico indicatore di longevità. Anche la posizione, l’esposizione al vento e la composizione del suolo giocano un ruolo decisivo. I ricercatori coinvolti hanno inoltre registrato la presenza di altre piante longeve nella stessa area, elemento che suggerisce condizioni locali favorevoli alla sopravvivenza di specie arboree in quota.

resilienza, clima e tradizione
Secondo esperti come Wang Haibo dell’Accademia Cinese delle Scienze Agricole, questa vite funziona come un vero e proprio archivio vivente del clima: gli anelli possono raccontare variazioni di temperatura, piovosità e stagionalità nel corso dei secoli. Nella contea di Zogang sono state rilevate 64 piante ultracentenarie, segnale di un ecosistema che, per ragioni geografiche e ambientali, conserva una rara stabilità. La zona ha inoltre una lunga tradizione vinicola, celebrata nelle memorie locali e citata perfino nell’epica tibetana dell’Epopea di Re Gesar, un aspetto che collega la botanica alla cultura materiale del territorio.
Fino a questo ritrovamento il primato era attribuito all’Old Vine di Maribor, sulla sponda del Danubio, stimata tra i 350 e i 400 anni ma difficile da datare con precisione a causa della perdita del nucleo centrale. Con il certificato attribuito alla vite tibetana il confronto si sposta dagli altopiani europei agli altopiani dell’Himalaya, modificando la geografia delle piante secolari più conosciute. Un aspetto che sfugge a chi vive in città è che, anche in ambienti estremi, la natura conserva archivi biologici preziosi: tra le nebbie dell’altopiano potrebbero ancora nascondersi altri esemplari pronti a essere portati alla luce.
