Nel reparto di fusione di uno stabilimento siderurgico, il ronzio dei trasformatori e la luce arancione dei forni sono la prima impressione che resta: รจ qui che potrebbe cambiare qualcosa per le imprese italiane. Un emendamento inserito nel DDL di Bilancio 2026 propone un aiuto mirato per chi produce acciaio usando scarti. La norma punta a sostenere la decarbonizzazione e a ridurre la dipendenza dalle importazioni di semilavorati con elevata impronta di carbonio provenienti dallโAsia, ma lascia ancora molti dettagli da chiarire. Un dettaglio che molti sottovalutano riguarda le soglie energetiche richieste: sono il nodo tecnico che deciderร lโeffettiva efficacia dellโincentivo.
Cosa prevede il nuovo contributo
Il testo, se approvato, introdurrebbe lโarticolo 97โbis, denominato contributo a favore delle imprese che utilizzano rottami di acciaio inossidabile. Lโintervento รจ pensato per il periodo compreso tra il 1ยฐ gennaio 2026 e il 31 dicembre 2027, con una dotazione che rispetta un limite di spesa di 35 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2026 al 2028. Il contributo sarebbe riconosciuto in base alla produzione di acciaio inossidabile liquido in forno elettrico ottenuta tramite fusione di rottami: la misura premia chi dimostra consumi di energia elettrica per tonnellata inferiori a una soglia di riferimento che sarร definita. Questo approccio collega direttamente lโagevolazione allโefficienza energetica, non solo alla percentuale di riciclo impiegata. Un fenomeno che in molti notano solo dโinverno รจ la crescita dei consumi elettrici negli impianti, e proprio questi picchi potrebbero incidere sul calcolo della media annuale prevista dalla norma.
La disciplina contiene poi limiti e specifiche tecniche: per alcune categorie la percentuale di impiego di rottami richiesta supera il 90%, mentre per particolari acciai speciali austenitici la soglia scende al 70%. Lo schema รจ pensato per favorire la produzione nazionale basata sul riciclo, ma a valle sarร un decreto attuativo a definire i criteri di calcolo del costo medio di produzione del semilavorato e il parametro relativo al minor costo di esportazione dei prodotti asiatici, informazioni necessarie per quantificare lโaiuto. Un aspetto che sfugge a chi vive in cittร รจ la rilevanza dei prezzi dellโenergia e della logistica per la competitivitร di questi impianti.

Chi puรฒ accedere e quel che resta da decidere
Possono beneficiare del contributo i soggetti industriali che producono acciaio inossidabile utilizzando prevalentemente rottami inossidabili e materiali di riciclo, a condizione di rispettare le quote e le soglie energetiche indicate. La norma prevede che lโagevolazione sia cumulabile con altre misure che coprono i costi operativi, purchรฉ il cumulo non determini una sovracompensazione: in pratica, lโaiuto complessivo non deve superare il necessario per coprire il maggior costo residuo di produzione. Questo vincolo sarร cruciale per gli studi di fattibilitร aziendali e per le verifiche amministrative successive. Un aspetto che molti sottovalutano riguarda la documentazione richiesta per dimostrare la provenienza e la percentuale di rottami impiegati: sarร determinante per lโaccesso ai fondi.
Restano da chiarire diversi punti operativi: i criteri esatti per la misurazione dellโenergia media per tonnellata, le modalitร di calcolo del contributo unitario, e le procedure di rendicontazione. Il decreto attuativo dovrร inoltre definire il metodo per confrontare il costo medio di produzione nazionale con il minor costo di esportazione dei semilavorati asiatici, parametro che influisce sulla quantificazione dellโagevolazione. Nel complesso, il contributo rappresenta un tentativo concreto di orientare la produzione verso processi a minore impatto, ma la sua efficacia dipenderร dalle soglie tecniche e dagli strumenti di controllo. In questi mesi gli operatori del settore valuteranno lโimpatto sui piani di investimento e sulla catena degli approvvigionamenti: una scelta che potrebbe cambiare il business model di alcune imprese e ridurre progressivamente le importazioni di semilavorati altamente inquinanti.
