Roma si prepara a diventare la capitale della nuova Autorità doganale UE: cosa cambia per tutti

Roma si prepara a diventare la capitale della nuova Autorità doganale UE: cosa cambia per tutti

Luca Antonelli

Dicembre 2, 2025

Un ufficio che coordina le frontiere digitali dell’Unione europea potrebbe avere il suo quartier generale tra i palazzi istituzionali di Roma: la candidatura italiana non è un gesto simbolico, ma una proposta costruita attorno a capacità tecniche e a una posizione geografica precisa. In una città dove ogni giorno passano merci, persone e idee, la proposta italiana punta a trasformare competenze amministrative in un hub operativo per l’Europa. Lo raccontano i documenti ufficiali e i tecnici del settore: non si tratta solo di prestigio, ma di mettere al centro della gestione doganale europea una struttura con esperienza comprovata.

Perché Roma come sede

La candidatura italiana è stata presentata alla Commissione europea nell’ottica di valorizzare Roma come nodo strategico per il Mediterraneo e per l’Europa. Il ragionamento di fondo mette in primo piano l’esperienza dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, un’amministrazione che negli ultimi anni ha investito su digitalizzazione e integrazione dei dati. Il progetto italiano propone di offrire alla futura Autorità una base operativa già familiare con sistemi informatici complessi e procedure di controllo incrociato, elementi ritenuti essenziali per il funzionamento di un data hub europeo.

Dal piano presentato emerge che la nuova istituzione dovrebbe contribuire ad armonizzare le procedure tra gli Stati membri e a coordinare l’analisi dei rischi, attività in cui la capacità di elaborare flussi informativi è centrale. Un dettaglio che molti sottovalutano riguarda la necessità di spazi tecnici e di personale con competenze IT avanzate: chi vive in città lo nota nelle iniziative pubbliche che riguardano innovazione e sicurezza. Sul piano politico, la scelta di Roma viene presentata anche come un messaggio di apertura verso i Paesi del Mediterraneo, dove i flussi commerciali e logistici richiedono una governance condivisa e solida.

Roma si prepara a diventare la capitale della nuova Autorità doganale UE: cosa cambia per tutti
Cartello bilingue tedesco-francese “ZOLL DOUANE” (doganale), sotto un cielo azzurro con alberi, simbolo dei confini europei. – giardinodelricamo.it

Compiti dell’Autorità e impatto operativo

Il ruolo proposto per la nuova Autorità è pratico e articolato: gestire il data hub che raccoglie informazioni doganali a livello europeo, uniformare procedure e standard operativi, e coordinare le attività di contrasto alle frodi. Questo implica non solo sviluppo tecnologico, ma anche armonizzazione normativa rispetto al Codice doganale dell’Unione, con ricadute concrete sulle operazioni di import/export e sui controlli alle frontiere. I soggetti coinvolti parlano di un organismo che dovrà dialogare continuamente con le amministrazioni nazionali, fornendo linee guida tecniche e supporto operativo.

Un aspetto che sfugge a chi vive in città è l’impatto sul tessuto lavorativo: la presenza dell’Autorità potrebbe stimolare la domanda di figure specializzate in analisi dei dati, cybersecurity e procedure doganali, con effetti positivi sul mercato del lavoro locale. Allo stesso tempo, servirà gestire la transizione per integrare sistemi preesistenti senza interrompere i servizi doganali. Per questo la proposta italiana punta su una fase di avvio sostenuta dall’esperienza dell’Adm, con l’obiettivo di garantire continuità operativa e standard elevati fin dalle prime fasi.

In termini pratici, la scelta di Roma mira a offrire alla nuova Autorità non solo un indirizzo geografico, ma una rete di competenze e infrastrutture in grado di accelerarne l’avvio: un elemento che molti osservatori indicano come decisivo per la credibilità e l’efficacia dell’istituzione nel lungo periodo.

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