Una fila di camion carichi di rottami ferrosi davanti a un porto: bastano poche immagini come questa per capire che le regole sul commercio internazionale toccano la logistica quotidiana delle imprese. Dal 15 dicembre 2025 cambia il modo con cui gli operatori devono notificare le esportazioni di materiali ferrosi: una nuova piattaforma digitale diventa il punto di accesso obbligatorio, con lo scopo dichiarato di rendere più trasparente il flusso informativo tra aziende e pubblica amministrazione. La misura interessa esportatori, spedizionieri e magazzinieri che già nelle aree portuali osservano code e pratiche amministrative complesse. Un dettaglio che molti sottovalutano è che la piattaforma sarà accessibile solo tramite il sistema pubblico di identità digitale, pertanto ogni utente dovrà dotarsi di SPID o equivalente per completare le notifiche. La nuova interfaccia verrà resa disponibile il 10 dicembre per consentire una prima fase di familiarizzazione; tuttavia l’effettiva ricezione delle notifiche inizierà a decorrere dal 15 dicembre. È prevista una finestra transitoria, dal 15 dicembre 2025 al 15 marzo 2026, durante la quale convivranno il nuovo canale e le modalità precedenti: questo periodo serve a ridurre il rischio di interruzioni operative, ma non elimina l’obbligo di rispettare gli adempimenti normativi già esistenti. Al termine della fase transitoria, cioè dal 16 marzo 2026, la piattaforma diventerà l’unico canale ufficiale per la trasmissione delle notifiche, salvo diverse indicazioni delle autorità competenti. Per questo motivo le imprese sono invitate ad aggiornare procedure interne e sistemi gestionali, in modo da evitare ritardi alla partenza delle spedizioni.

Come funziona la piattaforma e quali dati servono
La piattaforma è pensata per guidare l’operatore passo dopo passo nella compilazione delle notifiche; resta fermo però l’obbligo di fornire tutte le informazioni richieste dalla normativa vigente. Chi accede troverà schermate dedicate all’inserimento dei dati anagrafici dell’operatore, delle partite di rottami, dei documenti di trasporto e delle informazioni rilevanti per la pratica doganale. Tra i campi da completare saranno presenti riferimenti alla dichiarazione di esportazione e ai documenti doganali correlati: la coerenza tra i dati comunicati in piattaforma e quelli registrati in ambito doganale dovrà essere assicurata dall’operatore entro 30 giorni dalla data presunta di presentazione della dichiarazione. Per il calcolo del peso netto delle partite resta previsto un margine di variazione massimo del 5%, criterio che molti operatori già applicano nelle procedure di carico. Un aspetto che sfugge a chi vive in città è l’impatto operativo di questi controlli: nei depositi e sulle banchine la verifica delle misure e la riconciliazione dei documenti richiedono tempo e risorse, e la piattaforma vuole proprio razionalizzare questi passaggi. Al termine delle attività di notifica e di eventuali rettifiche, gli utenti potranno scaricare ricevute e riepiloghi delle segnalazioni, utili per la conservazione e per eventuali riscontri amministrativi. Se dovessero emergere discordanze tra quanto comunicato e i dati acquisiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, gli uffici competenti potrebbero avviare verifiche e approfondimenti: per questo è fondamentale la massima cura nella compilazione. Per richieste operative o chiarimenti sono disponibili gli indirizzi PEC indicati dalla piattaforma e una sezione di FAQ consultabile dagli utenti; l’accesso corretto e puntuale alle informazioni riduce il rischio di sospensioni o ritardi nelle pratiche di esportazione. Una conseguenza concreta è che le imprese dovranno aggiornare i propri processi interni e formare il personale coinvolto, così da garantire continuità nelle spedizioni e precisione nei dati trasmessi.
